Legge di Bilancio. Magi: “Non si possono mettere in contrapposizione diritti dei cittadini e diritti del personale sanitario”

    Se il rinnovo dei contratti dovesse essere a carico delle Regioni non si faranno i nuovi Lea, se l’emendamento sul fumo non dovesse passare non ci saranno i soldi per i rinnovi contrattuali. Ma che Paese è – si chiede il segretario generale del Sumai Assoprof, Antonio Magi – quello che non programma risorse adeguate e certe per il funzionamento del Ssn e che mette in contrapposizione diritti dei cittadini e diritti del personale sanitario?

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    “È triste – prosegue Magi – leggere che la sopravvivenza di un bene primario per il Paese come il sistema salute nel suo complesso, inteso come appropriatezza delle cure per il cittadino e qualità del lavoro per gli operatori sanitari tutti, dipenda dall’esito dell’emendamento sul fumo proposto dalla Commissione Sanità con il quale si spera di poter liberare risorse per almeno 600 mln.

    È possibile che il governo, ad oggi, non abbia messo in bilancio risorse eque e certe per il rinnovo dei contratti e delle convenzioni del personale sanitario che da anni aspetta gli adeguamenti?

    È possibile che, secondo quanto riferisce il coordinatore degli assessori regionali al Bilancio Massimo Garavaglia, “se il peso per il rinnovo dei contratti dovesse ricadere tutto sulle Regioni, non si faranno i nuovi Lea”, mettendo quindi in contrapposizione diritti dei cittadini e diritti del personale sanitario?

    Evidentemente si, questa è la situazione in cui è ridotto non solo il SSN che già sarebbe grave, ma anche il Paese dove in fondo l’unica cosa che conta davvero è trovare la quadra per un accordo politico in vista delle prossime elezioni.

    A allora – conclude Magi – forse ha ragione chi, come il professor Ivan Cavicchi, suggerisce la mobilitazione della classe medica come estrema ratio per il rispetto dei nostri diritti.